
Nell’agosto 2026 gli alloggi pubblicati su Airbnb in Alto Adige erano 9.351, con un aumento del 19,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, contro il 7,2% registrato a livello nazionale. I dati, riferiti dall’Unione albergatori e pubblici esercenti (Hgv), emergono dallo studio “Turismo e shadow economy”, pubblicato in ottobre da Federalberghi. “Gli affitti brevi fanno parte dell’offerta turistica. Ciò che conta, tuttavia, è capire come si sta evolvendo questo mercato e quali conseguenze comporta per i comuni. Perché nei luoghi che accolgono i turisti vivono anche persone che hanno bisogno di una casa”, afferma il presidente dell’Hgv, Klaus Berger. L’offerta è sempre più caratterizzata da una gestione professionale: l’88,2% degli annunci riguarda interi alloggi e l’87,8% fa capo a operatori che gestiscono più strutture. Oltre due terzi degli immobili sono disponibili per più di sei mesi all’anno. Il maggior numero di annunci si registra a Merano (505), Bolzano (340), Castelrotto (339), Badia (279) e Bressanone (261). “In Alto Adige, quasi nove annunci Airbnb su dieci fanno capo a operatori che gestiscono più alloggi. In molti casi, quindi, non si tratta più della semplice locazione occasionale di un appartamento privato”, osserva il direttore dell’Hgv, Raffael Mooswalder. L’associazione chiede dati affidabili sull’utilizzo degli immobili residenziali, anche alla luce delle difficoltà del mercato abitativo. Sul fronte della sicurezza, lo studio rileva che a livello nazionale solo il 55,6% degli annunci indica la presenza di un estintore e il 47,5% quella di un rilevatore di monossido di carbonio. Per l’Alto Adige non sono disponibili dati specifici. In provincia, inoltre, 688 annunci, pari al 7,4% del totale, non riportavano il Codice identificativo nazionale, senza che ciò implichi necessariamente l’assenza di una regolare registrazione. L’Hgv sollecita, quindi, “controlli rigorosi sul rispetto delle normative vigenti, un monitoraggio più accurato dell’utilizzo turistico degli immobili residenziali e condizioni eque per tutte le forme di ricettività”. (ANSA).